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Responsabilità dell'avvocato: chi risponde

03/05/2018


"La responsabilità nell’esecuzione di prestazioni per il cui svolgimento è necessario il titolo di abilitazione professionale è rigorosamente personale perché si fonda sul rapporto tra professionista e cliente, caratterizzato dall’intuitus personae, e perciò, anche se il professionista è associato ad uno studio, non sussiste alcun vincolo di solidarietà con i professionisti dello stesso studio né per l’adempimento della prestazione, né per la responsabilità nell’esecuzione della medesima, a nulla rilevando la pubblicità sul sito web dello studio legale che a detta del cliente avrebbe ingenerato il legittimo affidamento sul controllo e la verifica dei servizi erogati".

La massima, tratta dalla Sentenza n. 18393 della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione del 26 luglio 2017, conferma un orientamento già in uso da circa un decennio, sin dalle pronunce n. 8445/2008 e 28957/2008: la responsabilità professionale dell'avvocato (o del praticante abilitato) è strettamente personale, in virtù del particolare rapporto di affidamento che sussiste tra cliente e legale cui ci si rivolge, caratterizzato in modo pregnante dall'intuitus personae.

A nulla vale, dunque, la circostanza che il professionista cui ci si è affidati sia parte di uno studio associato: non sussiste una responsabilità solidale dell'associazione professionale, anche se questa ha percepito acconti o incassato la fattura per le prestazioni erogate dal singolo avvocato.

Il cliente che lamenti un danno dovrà rivolgersi al legale ed eventualmente escutere la sua polizza personale contratta per responsabilità professionale.